
Le regole dell’hockey subacqueo sono poche e semplici.
Due squadre composte da 6 giocatori che si affrontano in una piscina di 25 metri per 15, in una profondita' che varia da 1,5 a 3 metri.
I giocatori indossano pinne, maschera, snorkel, calottina tipo pallanuoto, un guanto protettivo e una mazza (di legno o materiale plastico) lunga al massimo 30 centimetri con la quale spingono un disco di piombo rivestito in plastica del peso di 1,3 chili circa, scopo: spingere il disco nella porta avversaria.
È uno sport non di contatto, nella moderna interpretazione della formula: non si può colpire l’avversario, nè trattenerlo o spingerlo, anche se nella lotta per il possesso del disco, si arriva inevitabilmente al contatto.
L’acqua viene però in aiuto ai giocatori, attenuando gli urti, e rendendo gli infortuni assai meno probabili rispetto ad altri sport.
I falli sono rilevati da due arbitri in acqua che seguono da vicino le azioni, dando indicazioni all’arbitro principale che sta a bordo vasca, il quale ferma il gioco avvisando i giocatori con delle segnalazioni acustiche tramite un cicalino subacqueo.
Non ci sono portieri, quindi la porta può essere difesa sia dai 3 difensori che dai 3 attaccanti. I ruoli sono comunque precisi e ben distinti, un “fullback” il classico ultimo uomo al centro della difesa, due terzini, un'attaccante centrale e due ali agli esterni.
I giocatori restano mediamente in apnea dai 20 ai 40 secondi per volta, con brevi pause superficiali per rifiatare e prendere posizione in acqua seguendo gli sviluppi del gioco.
Due sono le potenzialita' di sviluppo per questo sport: da un lato vi è l'aspetto agonistico con la formazione di squadre, tornei e campionati nazionali e internazionali a mettere un pizzico di pepe nei confronti tra club o federazioni. Le apnee di breve durata, la scarsa profondita' richiesta alla vasca, il ridotto costo dei materiali rendono questo sport ideale per chi voglia trascorrere un inverno in piscina facendo un po' di movimento e divertendosi.
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